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Le gemelle - Cap.4 - Il secondo incontro
03.03.2026 |
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"Ma dentro sentiva solo il sapore di Beatrice ancora in bocca, e la voce dolce di Anna che gli riecheggiava nella testa..."
Luca passò l’intera giornata a combattere con se stesso.Le lezioni di quel pomeriggio scivolarono via senza che lui ne registrasse una parola. Il professore parlava di macroeconomia, curve di domanda e offerta, ma Luca vedeva solo il messaggio di Beatrice sullo schermo del telefono: “Stasera Anna esce con le amiche. Porta il cazzo. Ti aspetto alle 21.”
Lo aveva riletto almeno venti volte durante la mattinata, mentre era in autobus verso l’università, mentre fingeva di prendere appunti in aula, mentre mangiava un panino da solo alla mensa. Ogni volta il cazzo gli si induriva un po’ di più nei jeans. Ogni volta si odiava un po’ di più. “Sto tradendo Anna,” si ripeteva. “Sto tradendo la ragazza più dolce che abbia mai conosciuto. E non riesco a fermarmi.”
Tornò a casa sua nel pomeriggio, si fece una doccia fredda per calmarsi. L’acqua gelata gli picchiava sulla pelle, ma non servì a niente. Il cazzo rimase mezzo duro, la mente piena di immagini: Beatrice a cavalcioni su di lui, tette che rimbalzavano, figa che si contraeva mentre lui le veniva dentro. Si segò sotto l’acqua, mano veloce e rabbiosa, pensando a lei, al modo in cui gli aveva detto “riempimi”. Venne forte, schizzi contro le piastrelle, ma il senso di colpa lo colpì subito dopo, come un pugno nello stomaco.
Si asciugò, si vestì, fissò lo specchio. “Basta,” pensò. “Non ci vado. Non rispondo nemmeno.”
Ma il telefono vibrò. Messaggio di Anna: "Sto uscendo con le ragazze. Torno tardi, non aspettarmi sveglio. Ti amo."
Luca rispose con un cuore e un “Divertiti”.
Poi spense il telefono, prese le chiavi e uscì. Le mani gli tremavano mentre guidava verso casa di Anna. Il cuore gli martellava nel petto, il cazzo già mezzo duro solo al pensiero di Beatrice nuda, bagnata, pronta per lui.
Arrivò alle 21 in punto.
La porta era socchiusa. Entrò senza bussare. La casa era silenziosa, luci basse, odore di incenso alla vaniglia e di sesso già nell’aria. Il soggiorno era vuoto, ma dalla cucina arrivava un rumore di bicchieri.
Beatrice era lì, appoggiata al bancone, in accappatoio aperto fino alla vita, gambe accavallate, bicchiere di vino in mano. Nuda sotto, tette sode e capezzoli duri visibili attraverso la stoffa leggera. La figa depilata si intravedeva quando muoveva la gamba.
"Puntuale," disse con un sorriso. "Bravo ragazzo. Pensavo avresti fatto il codardo."
Luca chiuse la porta dietro di sé, il cuore a mille.
"Non dovremmo," disse, ma la voce era debole, incerta.
Beatrice rise, posò il bicchiere e si alzò. L’accappatoio si aprì completamente, mostrando il corpo nudo: figa depilata, labbra già gonfie, un piercing piccolo sul clitoride che brillava sotto la luce fioca.
"Dovremmo eccome," disse avvicinandosi. "Hai il cazzo duro solo a guardarmi. Senti."
Gli prese la mano e la mise tra le sue gambe. Luca sentì il calore, l’umidità. Lei era fradicia, pronta.
"Togliti i vestiti," ordinò.
Luca obbedì. Maglietta via, jeans via, boxer via. Cazzo duro che puntava verso l’alto, cappella lucida di pre-eiaculato.
Beatrice si inginocchiò davanti a lui, prese il cazzo in bocca senza preavviso. Succhiò forte, lingua che roteava sulla cappella, mani sulle palle. Luca gemette, mani nei capelli di lei.
"Cazzo... Beatrice"
Lei si staccò, saliva che collegava le labbra al cazzo.
"Ti piace quando ti succhio, vero? Anna non te lo fa così profondo. Lei è troppo dolce, troppo delicata. Io invece ti ingoio fino in gola."
Luca non rispose. Beatrice lo succhiò di nuovo, più profondo, più bagnato, gola che si contraeva intorno alla cappella. Luca spinse i fianchi, scopandole la bocca come se fosse una figa.
"Basta," disse alla fine, staccandosi. "Voglio sentirti dentro."
Lo spinse sul divano, si mise a cavalcioni e lo guidò dentro di sé con un gemito lungo.
"Cazzo, sei grosso! Così mi spacchi."
Iniziò a cavalcarlo con forza, tette che rimbalzavano, mani sul petto di Luca. Lui le afferrò i fianchi, spinse dal basso.
"Più forte! Scopami come non scopi lei."
Luca obbedì. La scopò con ritmo brutale, facendola gemere forte. Beatrice si morse il labbro per non urlare troppo.
"Vieni dentro, riempimi, voglio sentirti."
Luca accelerò, sudore che gli colava sulla fronte. Beatrice cavalcava sempre più veloce, figa che si contraeva intorno al suo cazzo.
Proprio in quel momento il telefono di Luca vibrò sul tavolino.
Era Anna.
Beatrice lo vide, sorrise maliziosa, ma non rallentò. Anzi, aumentò il ritmo.
"Rispondi," sussurrò. "Rispondi mentre mi scopi."
Luca allungò la mano tremante, prese il telefono. Il nome “Anna” sullo schermo. Il cuore gli esplose nel petto.
Beatrice gli prese il telefono dalle mani, premette il tasto verde e lo mise in vivavoce.
"Amore!" disse la voce dolce di Anna. "Ti disturbo? Volevo solo dirti che mi manchi."
Luca gemette piano. Beatrice continuava a cavalcarlo, figa che lo stringeva, tette che rimbalzavano sopra la sua faccia.
"N-no... non disturbi," balbettò Luca, voce rotta.
Beatrice rise in silenzio, si chinò e gli morse il collo.
"Sicuro? Sembri strano," disse Anna. "Tutto ok?"
Luca spinse dal basso, cazzo che entrava e usciva da Beatrice. Lei gemette piano, coprendosi la bocca.
"S-sì, tutto ok," rispose Luca. "Sto... sto guardando un film."
Beatrice gli sussurrò all’orecchio: "Dille che è un film porno."
Luca chiuse gli occhi. Beatrice accelerò, figa che lo mungeva.
"Un... un film d’azione," disse Luca, voce spezzata.
Anna rise. "Sembri eccitato. Ti sto disturbando durante una scena hot?"
Luca gemette forte. Beatrice gli tappò la bocca con una mano.
"N-no, solo il volume alto," rispose.
Beatrice tolse la mano e gli sussurrò: "Dille che la ami."
Luca, con la voce rotta: "Ti amo, Anna."
Anna sospirò felice. "Anch’io ti amo. Torno tardi. Non aspettarmi sveglio, ok? Baci."
Riattaccò.
Beatrice rise forte, ora senza trattenersi.
"Bravo. Hai detto “ti amo” a mia sorella mentre mi scopavi."
Luca spinse con rabbia, eccitazione e colpa mischiate. Beatrice venne forte, figa che si contraeva intorno al suo cazzo. Luca seguì subito dopo, schizzando dentro di lei, profondo, violento.
Si accasciò sul suo petto, ansimante.
"Non dirle niente," sussurrò Beatrice. "È il nostro segreto."
Luca chiuse gli occhi.
Sapeva che non sarebbe finita lì.
Ma dentro sentiva solo il sapore di Beatrice ancora in bocca, e la voce dolce di Anna che gli riecheggiava nella testa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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